Ricevo una nuova testimonianza dalla Dipendente Recalcitrante che pubblico volentieri, perché ci introduce a un argomento che vorrei trattare in prossimi post.
Caro Dipendente Riluttante,
vorrei confrontarmi con te su
quella che chiamo “La teoria del bravo meccanico”.
Sicuramente tu possiedi
un’automobile e non essendo meccanico, ti capiterà di rivolgerti a un’officina.
La tua è una bella auto, diciamo
“performante” come direbbero in azienda. Questa auto ti serve negli spostamenti
quotidiani (lavoro, spesa, famiglia) e hai bisogno che sia sempre funzionante. Diciamo
H24, sempre per parlare in “aziendalese”. Periodicamente ti rivolgi a una officina,
fai il tagliando, controlli le gomme, il livello dell’olio. Esegui quelle
piccole manutenzioni periodiche che mantengono il veicolo in buone condizioni e
ti assicurano un’efficienza H24. E’ fondamentale l’intervento del meccanico,
che la sottopone a tutte le verifiche del caso, i test e si cura che tutte le
parti siano funzionanti. Il meccanico è una persona competente e disponibile.
Se succede un guasto improvviso all’auto, lo chiami e lui si precipita in
aiuto. Se non lui personalmente, interviene un Servizio di soccorso stradale o
Carroattrezzi convenzionato. Nessuno si sognerebbe di girare con il meccanico
sempre a bordo del veicolo perché “se poi succede qualcosa?”. Il meccanico
lavora comodamente nella sua officina e quando hai bisogno di lui è sufficiente
una telefonata perché lui si attivi intervenendo personalmente o contattando
servizi associati. Credo che nessuna persona si porti perennemente in auto un
meccanico, ma potrei sbagliarmi.
Ora immaginiamo che l’auto
performante con disponibilità sulle H24 sia il Sistema Informatico di
un’azienda. Quell’insieme di servizi ormai vitali per qualsiasi impresa, come
la posta elettronica, la navigazione internet, il centralino telefonico,
database e applicazioni nonché i computer di tutti i collaboratori (Con un
facile esercizio di immaginazione è possibile adattare la teoria del bravo
meccanico ad altri reparti in azienda)
Io sono il meccanico. Io mi
occupo di fare la manutenzione necessaria affinché tutta l’infrastruttura
funzioni. Essendo un bravo meccanico la mia “auto informatica” non si ferma per
strada gettando tutti nel panico, perché mi preoccupo per tempo della
manutenzione, del tagliando, eccetera. Sorprese
e incidenti possono comunque verificarsi e di fronte a questi intervengo personalmente
o contattando chi potrà risolvere il guasto, esattamente come un bravo
meccanico. Con una sola differenza: io non posso stare nella mia comoda
officina.
Io sono il meccanico che
l’azienda vuole sempre tenere a bordo del veicolo anche se il veicolo si guasta
raramente! Su questo “raramente” le aziende adorano quantificare con
statistiche e con fantasiosi SLA (che per fortuna non sono una malattia, ma un
semplice insieme di indicatori concordati che misurano il livello di servizio e
aiutano nel monitoraggio del servizio stesso). Quindi l’azienda che sa quantificare
il “raramente” può facilmente stabilire che la mia quotidiana presenza in
ufficio è spesso inutile.
L’azienda potrebbe felicemente
liberare la mia scrivania e sottoscrivere un abbonamento ADSL concedendomi il
temutissimo TELELAVORO, ma per farlo deve superare una delle sue più ataviche
paure. Questa forma di lavoro su cui unanimemente tutti concordano nel
sostenere che può garantire vantaggi per tutti: aziende, dipendenti, famiglie,
società, di fatto invece è lo spauracchio di molte imprese che hanno la paura
folle che il dipendente non lavori, aspetto irrazionale perché il dipendente
che non lavora può farlo tranquillamente anche in ufficio. In questo caso però
la paura è ancora più immotivata perché portarsi un meccanico sempre in auto
per paura dei guasti improvvisi non significa farlo lavorare! E’ un meccanico:
lavora se si guasta qualcosa! Se la manutenzione è fatta con regolarità, il
lavoro sarà poco pur restando che deve essere disponibile e pronto a
intervenire.
Io vorrei stare in ufficio il
tempo che serve, il tempo realmente necessario. Il resto da casa , anzi da
REMOTO, parola quasi disprezzata dalle Risorse Umane. Se l’utilizzo della
definizione ”Home Office” rassicura
l’Entusiasta Responsabile delle Risorse Umane che immagina lo scrupoloso
dipendente svolgere la mansione seduto al tavolo di casa come fosse una
scrivania, l’utilizzo della definizione “da remoto” apre scenari ben più vaghi
e terrificanti quali spiagge, barche a vela, baite di montagna. Il dipendente
potrebbe essere ovunque nel mondo … e potrebbe anche restarci se il lavoro che
svolge da ovunque nel mondo è un lavoro fatto bene e di qualità! O no?
No. Il piantone è molto
apprezzato in azienda. L’importante è esserci! Non importa a fare cosa,
l’importante è accumulare il maggior numero di ore di piantone e fingersi
sempre occupati o meglio ancora sovra-occupati se vogliamo riscuotere un sicuro
successo aziendale! Dal mio punto di
vista, un meccanico sempre occupato potrebbe anche voler dire che lavora male.
Immagina di entrare in una officina sempre piena di auto guaste. Si potrebbe
pensare che ha troppi clienti e che lavorando in fretta trascuri i dettagli e
non svolga un lavoro approfondito, con il rischio che a una prima riparazione
ne possano seguire altre entro poco tempo. Oppure si potrebbe pensare che non
sa pianificare al meglio i tempi delle riparazioni e l’auto verrà riparata
chissà quando, con ritardi sistematici.
Al contrario immagino un
meccanico ben organizzato, tranquillo, magari abbronzato,
che pianifica un sano “tempo morto” tra
le attività (o il responsabile dovrebbe prevedere questo spazio) per alzare la
testa dal quotidiano affanno e apprendere qualche nuovo strumento che gli
consenta di essere più efficace-efficiente, che gli consenta di esplorare nuovi
orizzonti. Ma questa è un’altra storia …
Un caro saluto
La Dipendente
Recalcitrante